Le più belle attrazioni da vedere a Venezia

Le più belle attrazioni da vedere a Venezia

Una città costruita su 118 isole al largo delle coste del nord-est d’Italia, Venezia è diversa da qualsiasi altra città in Europa o, per di più, nel mondo. Praticamente invariata nell’aspetto da più di 600 anni, la città dei canali assomiglia più a un libro illustrato che a una metropoli moderna. È un luogo dove l’intera città è vista come un’attrazione in sé.

Una città ricca di grande arte e architettura, milioni di visitatori vengono ogni anno per vivere l’esperienza di Venezia. Anche nel pieno della stagione turistica, tuttavia, Venezia è una meta di viaggio che riesce a superare ogni aspettativa. Ecco le principali attrazioni turistiche di Venezia che rendono speciale una visita a questa città italiana, nonostante le difficoltà legate alle limitazioni sulla popolazione.

Piazza San Marco

Unica piazza pubblica di Venezia, Piazza San Marco è stata per secoli il principale luogo di ritrovo della città. Circondata da caffè all’aperto e da luoghi di interesse, tra cui la Basilica di San Marco e il Palazzo Ducale, è l’epicentro naturale per qualsiasi visita alla Città dei Canali.

La piazza è in realtà disposta a forma trapezoidale che si allarga man mano che si avvicina alla basilica. Nonostante la folla che la affollano in estate e le piogge che la inondano in inverno, Piazza San Marco offre un’esperienza veneziana indimenticabile in ogni stagione.

Ponte di Rialto

Il Ponte di Rialto è uno dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande. Per quasi trecento anni è stato l’unico modo per attraversare il Canal Grande a piedi. Il ponte in pietra, un’unica campata progettata da Antonio da Ponte, fu completato nel 1591 e fu utilizzato per sostituire un ponte di legno crollato nel 1524. L’ingegneria del ponte era considerata così audace che alcuni architetti prevedevano un futuro crollo. Il ponte ha sfidato la critica per diventare una delle icone architettoniche di Venezia.

Palazzo Ducale

Durante i secoli di prosperità della Repubblica di Venezia, i magistrati della città, o dogi, governavano la città come una famiglia reale. Il Palazzo Ducale non era solo la residenza del doge, ma anche il centro del potere della città e il suo centro amministrativo. L’edificio fu costruito in due fasi.

L’ala orientale, che si affaccia sul Rio di Palazzo, fu costruita tra il 1301 e il 1340. L’ala occidentale, che si affaccia sulla Piazetta San Marco, ha impiegato altri 110 anni per la costruzione e fu completata nel 1450. I visitatori che percorrono gli Itinerari Segreti possono anche percorrere passaggi nascosti per visitare le sale del consiglio privato, le camere di tortura e la cella della prigione da cui Giacomo Casanova fuggì nel 1756.

Canal Grande

Non c’è modo migliore per iniziare un’esplorazione di Venezia che con un giro in gondola lungo il Canal Grande. In una città dove le auto sono vietate, gondole, taxi acquei e vaporetti sono le principali fonti di trasporto. La via acquatica della città si snoda attraverso il centro della città dalla Basilica di San Marco alla Chiesa di Santa Chiara. Circondato su entrambi i lati da strutture romaniche, gotiche e rinascimentali, il Canal Grande è attraversato da quattro ponti, il più famoso dei quali è il cinquecentesco Ponte di Rialto. Il momento migliore della giornata per un giro in gondola è la mattina presto quando il canale risplende di luce dorata.

Basilica di San Marco

Situato in Piazza San Marco, l’imponente Campanile di 30 piani e la massiccia basilica alle sue spalle sono due delle attrazioni turistiche più popolari di Venezia. Entrambe risalgono al IX secolo, ma sono state ricostruite e abbellite nel corso dei secoli. La Basilica di San Marco serve da vetrina per la ricchezza che Venezia ha accumulato come potenza militare.

Il suo design mescola gli stili bizantino e gotico in un modo unico. Elaborati mosaici medievali coprono gran parte delle pareti e delle volte della cattedrale. Dietro la tomba che si crede di contenere le spoglie di San Marco si trova la pala d’Oro, un paravento d’oro ornato di gioielli che è considerato una delle più belle opere di artigianato bizantino nel mondo.

Quali sono i sintomi della celiachia?

Celiachia, sintomi della celiachia

La celiachia colpisce le persone in modo diverso. Ci sono più di 200 segni e sintomi della celiachia, ma una percentuale significativa di persone affette da celiachia non ha alcun sintomo, tuttavia, le persone senza sintomi sono ancora a rischio per alcune delle complicazioni della celiachia. I sintomi possono manifestarsi o meno nell’apparato digerente. Ad esempio, una persona può avere diarrea e dolore addominale, mentre un’altra persona soffre infertilità o anemia.

Sintomi della celiachia

Ecco quali sono, nel dettaglio, i sintomi e le manifestazioni più comuni della celiachia:

  • Gonfiore addominale ricorrente e dolore
  • Diarrea/costipazione cronica
  • Vomito
  • Disturbi del fegato e delle vie biliari (transamminite, fegato grasso, colangite sclerosante primaria, ecc.)
  • Perdita di peso
  • Anemia
  • Fatica
  • Pubertà ritardata
  • Dolore alle articolazioni
  • Intorpidimento delle gambe
  • Piaghe chiare all’interno della bocca
  • Eruzione cutanea chiamata dermatite erpetiforme
  • Decolorazione del dente o perdita di smalto
  • Infertilità inspiegabile, aborto spontaneo ricorrente
  • Osteopenia (lieve) o osteoporosi (problema di densità ossea più grave)
  • Neuropatia periferica
  • Disturbi psichiatrici come ansia e depressione

I bambini tendono ad avere i segni più classici della celiachia, compresi i problemi di crescita, come mancato sviluppo, diarrea/costipazione cronica, gonfiore e dolore addominale ricorrente, affaticamento e irritabilità. Negli adulti, invece, le manifestazioni sono differenti: essi tendono ad avere sintomi che non sono esclusivamente gastrointestinali; recenti ricerche hanno dimostrato che solo un terzo dei pazienti adulti con diagnosi di celiachia soffrono di diarrea, e anche la perdita di peso non è un segno comune. Il segno più comune della celiachia negli adulti è l’anemia da carenza di ferro che non risponde ad una terapia specifica.

Quando è importante effettuare il test per la celiachia

Per alcune fasce di età o condizioni specifiche è opportuno effettuare il test per la celiachia: è fondamentale, ad esempio, per i bambini di età superiore ai 3 anni e adulti, indipendentemente dai sintomi, se correlati ad un parente stretto celiaco, come un genitore, un fratello o un figlio. Una zia, uno zio, un nonno o un cugino celiaco possono aumentare il rischio di celiachia di un individuo, ma non molto più alto del rischio della popolazione media.

Nei bambini di età inferiore ai 3 anni che presentano sintomi, il test degli anticorpi può non essere sempre accurato. Tuttavia, i bambini piccoli con sintomi (in particolare mancata crescita o diarrea persistente) dovrebbero essere valutati da un gastroenterologo pediatrico. I bambini che mangiano frumento o cereali a base di orzo possono impiegare fino a un anno per generare una risposta autoimmune al glutine che si manifesta in un esame del sangue.

Chiunque abbia un disturbo autoimmune correlato, indipendentemente dai sintomi dei celiachia, dovrebbe essere sottoposto a test per la celiachia e, se negativo, il test dovrebbe essere ripetuto periodicamente. Queste condizioni includono diabete mellito insulino-dipendente, tiroidite di Hashimoto, malattia di Graves, malattia di Addison e sindromi genetiche come Down, Turner o Williams.

Chiunque abbia sperimentato aborto spontaneo persistente o infertilità dove non è stato possibile trovare una causa medica dovrebbe essere testato per la celiachia. Infine, ci sono molti altri sintomi che potrebbero indicare la presenza della celiachia, compresi i sintomi gastrointestinali persistenti, problemi di densità ossea, ipoplasia dello smalto dentale, affaticamento ed altri.

Le attrazioni più belle da visitare in Madagascar

Viaggiare in Madagascar, principali attrazioni del Madagascar

Una delle ultime grandi aree del pianeta ad essere abitata dall’uomo, la bellezza naturale e la diversità ecologica del Madagascar fa sembrare l’isola come un paese dimenticato dal tempo. Situato al largo della costa orientale dell’Africa nell’Oceano Indiano, il Madagascar ospita migliaia di specie vegetali e animali che non si trovano in nessun’altra parte del mondo. La straordinaria diversità naturale del Madagascar ha fatto guadagnare al paese il soprannome di “ottavo continente”. Una venerazione degli antenati e delle tradizioni pervade la cultura nazionale, una riverenza che si riflette nell’architettura, nell’arte e nei modi sociali del paese. Se si vuole visitare l’isola, ecco quali sono le attrazioni più belle da visitare. 

Ifaty

Ifaty è il nome dato a due polverosi villaggi di pescatori sulla costa sud-occidentale del Madagascar. Al largo, una barriera corallina di 60 miglia di lunghezza è una barriera naturale alle onde del mare mosso, in grado di creare acque costiere ideali per le immersioni, lo snorkeling e la pesca. L’area desertica dell’entroterra è nota per la sua foresta spinosa, dove gli strani alberi di baobab hanno prosperato per secoli.

Viale dei baobab

Il Viale dei Baobab è un gruppo di alberi che costeggia la strada sterrata tra Morondava e Belon’i Tsiribihina nel Madagascar occidentale. Il suo paesaggio suggestivo attira turisti da tutto il mondo, rendendolo uno dei luoghi più visitati della regione.

Gli alberi di Baobab, vecchi fino a 800 anni, in origine non si stagliavano isolati sul paesaggio, ma si trovavano in una fitta foresta tropicale. Nel corso degli anni, le foreste sono state disboscate per l’agricoltura, lasciando solo i famosi alberi di baobab.

Nosy Be

La piccola isola di Nosy Be è una delle principali località turistiche del Madagascar che attrae migliaia di turisti da tutto il mondo durante tutto l’anno. Anche se le spiagge di Nosy Be non sembrano perfette come alcune altre spiagge tropicali, vincono punti per la tranquillità, l’acqua turchese e ottimi ristoranti di pesce che servono frutti di mare sulla spiaggia.

Tsingy de Bemaraha

La Riserva Tsingy de Bemaraha si trova nella regione meridionale della più grande riserva naturale del Madagascar, la Riserva Naturale Tsingy de Bemaraha Strict. La parola “tsingy” si riferisce ai pinnacoli che punteggiano l’altopiano calcareo del parco.

Situato vicino alla costa occidentale del paese, il parco presenta un’ampia distesa di foresta di mangrovie. Il parco ospita sette specie di lemuri, tra cui il Deckens sifaka, un genere di lemuri noto per la sua pelliccia bianco crema e la faccia nera.

Parco Nazionale di Isalo

Il Parco Nazionale dell’Isalo si distingue per la varietà del terreno. Situato nella regione centro-meridionale del Madagascar, il parco comprende aree di pascoli, canyon ripidi e formazioni di arenaria, il tutto punteggiato da piscine occasionali fiancheggiate da palme. Come in molti dei parchi nazionali del paese, sono richieste guide. Le visite possono essere organizzate in modo da durare anche diverse ore o anche più giorni.

Ile Sainte Marie

L’Ile Sainte Marie si trova al largo della costa orientale del Madagascar. La serie di baie e insenature protette dell’isola ha attirato i pirati nell’Ile Sainte Marie durante i secoli XVII e XVIII, e i relitti di diverse navi pirata possono ancora essere visti dalle acque poco profonde della Baie des Forbans.

Oggi l’isola è una delle principali attrazioni turistiche del Madagascar. Le acque tranquille e limpide delle baie dell’isola sono il luogo ideale per lo snorkeling. Le megattere in migrazione visitano le acque dell’isola durante l’estate e l’inizio dell’autunno.

 

Come preparare una stanza prima di iniziare a dipingere

Come dipingere stanza, preparare una stanza

La pittura da interni è un grande progetto fai-da-te che può rinfrescare una stanza in poco tempo, ma non senza pochi rischi: i lavori di verniciatura amatoriali possono essere facilmente individuabili perché, a differenza dei lavori professionali, lasciano dietro di sé segni di schizzi di vernice, macchie di colore o parti mancanti. Insomma, prima di immergere il proprio rullo nella pittura per dipingere, ecco come preparare la propria stanza attraverso cinque passi specifici.

Rimuovere mobili

I professionisti non inciampano sui tavolini da caffè e non si allungano certamente a dipingere dietro il divano: togliere i mobili dalla stanza prima di dipingere è fondamentale per rendere il lavoro più facile ed evitare di rovinare legno e tappezzerie con la vernice.

Per assicurare che l’arredamento rimanga in buone condizioni dopo essere stato spostato, bisogna evitare di spingere tutto nel corridoio dove potrebbe essere danneggiato o causare incidenti; a tal proposito, si potrebbe prendere in considerazione l’affitto di un contenitore di stoccaggio temporaneo o di un’unità di stoccaggio mentre si dipinge: se c’è un oggetto che semplicemente non passa attraverso la porta o è troppo pesante per muoverlo, basterà imballarlo a dovere!

Proteggere la pavimentazione

E’ fondamentale proteggere il pavimento prima di iniziare a dipingere: alcuni fogli di carta da giornale sotto il vassoio a rulli non sono sufficienti, per questo motivo è bene tappezzare tutta la propria pavimentazione con del materiale adatto: un giornale o un po’ di plastica sono più economici, ma facilmente forati. Non solo: possono spostarsi sotto i piedi mentre si lavora, esponendo le aree di pavimentazione.

Per proteggere il proprio pavimento potrebbero occorrere diversi scatoloni uniti tra di loro con del nastro isolante, o un telo coprente in grado di non esporre nessuna zona del proprio pavimento.

Rimuovere quadri o tele dalla parete

E’ fondamentale togliere tutto ciò che c’è sulla parete, tra cui quadri e tele, per dipingere l’intera superficie. Anche in questo caso, è opportuno proteggere le proprie cose in modo da avere qualcosa da non rischiare che qualche oggetto prezioso si rompa: si può utilizzare della carta bollata o qualsiasi altro materiale di stoccaggio per assicurarsi che i pezzi delicati non si rompano e che siano ben conservati.

Se c’è la possibilità di cambiare l’ordine di quadri e orologi nella casa dopo aver ridipinto, è bene rimuovere chiodi o appigli e riempire i fori con lo stucco prima di dipingere. Ovviamente, prima di dipingere, è fondamentale assicurarsi di lasciare asciugare lo stucco prima di coprirlo.

Pulire le pareti prima di dipingere

Perchè si dovrebbe pulire qualcosa se si sta per dipingere dipingere? Molto semplice, perché superfici pulite e uniformi garantiranno un risultato uniforme e un aspetto professionale: le macchie scure possono apparire attraverso uno strato di vernice, e l’olio o altre sostanze sulla parete possono cambiare la consistenza della vernice applicata.

Il consiglio, quindi, è quello di pulire tutte le pareti da verniciare con una soluzione di acqua e detergente delicato: per macchie difficili, come quelle di grasso da cucina o di fuliggine, i professionisti si affidano al fosfato trisodico che, se miscelato con candeggina, può anche rimuovere macchie di muffa. Indipendentemente dal tipo di detergente utilizzato, l’importante è che si risciacquino accuratamente le pareti e si lascino asciugare a lungo prima di mettersi al lavoro: per accelerare il processo di asciugamento, si può utilizzare anche un ventilatore.

Creare un’area di sosta e deposito materiali

Se il pensiero è quello di risparmiare tempo portando con se una grande quantità di vernice da parete a parete, si parte con il piede sbagliato: cercare di risparmiare tempo nella messa a punto porterà a sbagliare maggiormente, e a dover compiere determinate azioni più volte.

Per questo motivo, è importante impostare un’area di sosta al centro della stanza o appena fuori di essa per versare la vernice, conservare i barattoli di vernice aperti e pulire pennelli e rulli. Questo ridurrà le fuoriuscite e gli incidenti, o almeno li terrà contenuti in un’area designata. Inoltre, chiunque saprà sempre dove sono le forniture di pittura e non perderà tempo alla ricerca di strumenti fuori posto.

Medicina rigenerativa, ecco come funziona e quando si può usare

medicina rigenerativa

Nel corso degli ultimi tempi si parla sempre più di frequente di medicina rigenerativa: nello specifico, ad essere oggetto di questo tipo di trattamenti sono in modo particolare coloro che fanno sport e delle persone che, qualche anno prima, hanno dovuto fare i conti con l’asportazione, anche non completa, del menisco.

Lo sviluppo della medicina rigenerativa si deve in gran parte anche ai grandi passi in avanti fatti dalla tecnologia. Basti pensare, ad esempio, a quanto le app e i device mobili hanno modificato la nostra quotidianità. Stessa cosa è avvenuta nel mondo del gioco d’azzardo: gioca alla briscola nei casino online direttamente dal tuo smartphone o tablet e potrai notare come l’esperienza di gioco sia praticamente la stessa dei casino reali.

Medicina rigenerativa, utile non solo per gli sportivi

Gli sportivi sfruttano spesso e volentieri la medicina rigenerativa per via del fatto che sono stati colpiti da una degenerazione della cartilagine e, di conseguenza, devono fare i conti con un principio di artrosi. Invece, chi ha subito degli interventi al menisco diverso tempo fa, potrebbe dover sistemare qualcosa, visto che gli interventi di qualche decennio or sono non erano chiaramente così precisi come quelli attuali.

La medicina rigenerativa rappresenta una nuova frontiera per la cura di tutte queste problematiche. Si tratta di una disciplina che è in grado di favorire lo sviluppo di capacità che già esistono all’interno del corpo umano, ma che per svariati motivi non riescono a rendere quanto avrebbero dovuto. Quindi, lo scopo principale di questo tipo di medicina è quello di favorire la rigenerazione di cellule e tessuti che hanno subito dei danni nel corso degli anni.

Nel settore ortopedico, questo tipo di medicina è in grado di garantire la cura di numerose malattie di tipo articolare, che derivano da traumi, oppure da altre situazioni. Il vantaggio principale di puntare sulla medicina rigenerativa è senz’altro quello di evitare di dover intervenire, nuovamente in alcuni casi, con la chirurgia tradizionale, come ad esempio quella protesica.

Tempi di recupero più rapidi

Quindi, la medicina rigenerativa offre la possibilità, in modo particolare ad alcune categorie di pazienti come chi fa sport, di riprendere lo stato di forma pre-infortunio e gli stessi livelli di prestazioni con tempistiche particolarmente veloci. Infatti, l’intero processo e percorso che segue l’operazione chirurgica diventa molto più rapido, quasi come se fosse tutto in discesa.

Ci sono anche degli esempi di sportivi ad altissimo livello, che non hanno mai negato di sfruttare proprio la medicina rigenerativa per poter curare numerosi infortuni, così come effettuare un’adeguata prevenzione. Stiamo facendo riferimento, ad esempio, a campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e Rafael Nadal. Entrambi questi due vip del mondo dello sport, più di una volta hanno ammesso di sfruttare tantissimo le nuove tecnologie, come dimostra la “passione” per la crioterapia. Quest’ultima tecnica, in modo particolare, è in grado di garantire una netta diminuzione delle infiammazioni. La conseguenza principale è che le tempistiche di recupero diventano più corte e il tempo di cicatrizzazione si riduce.

I Virus delle piante

I Virus delle piante

Anche i vegetali possono prendere i Virus

Se hai una casa con un pezzo di orto nel quale coltivi con tanto amore le tue verdure, puoi ritenerti una persona fortunata ma avrai notato anche che nonostante tutte le cure e l’amore che ci metti nella coltivazione spesso le piante deperiscono e non danno frutto, altre volte i frutti marciscono fin da piccoli, senza darti produzione, di conseguenza.

Cosa accade? Il problema è che in passato i peggiori nemici delle piante erano insetti, ragnetti e funghi che danneggiavano le verdure ma da qualche anno a questa parte avrai anche notato che i vari prodotti che puoi usare per difendere le tue verdure da questi attacchi non servono a molto, il motivo è che appunto da qualche anno le verdure sono attaccate da una minaccia che non si riesce a combattere e che danneggia in modo gravissimo le coltivazioni: si tratta di Virus, la maggior parte dei quali facenti parte di un’unica famiglia con moltissime diverse varietà, i cosiddetti Virus Mosaico.

Ebbene è proprio così, anche le piante vengono attaccate dai virus e si ammalano.

I Virus sono microrganismi che per vivere e moltiplicarsi hanno la necessità di colonizzare le cellule, usare il loro DNA per formare le sostanze che necessitano alla loro replicazione. In realtà sono considerati una via di transizione tra esseri viventi e non viventi poiché manca in loro la caratteristica fondamentale che caratterizza ogni forma vivente: la replicazione, la procreazione per il mantenimento della specie.

I virus si replicano ma non sono in grado di farlo autonomamente. Ad oggi gli scienziati conoscono solo una minima parte di tutti i virus che si stima esistano sul nostro pianeta e sono ancora poche le armi della scienza e della medicina in grado di debellarli. Rispetto agli ortaggi, i Virus possono colpire qualunque verdura, provocando alterazioni visibili sulle foglie, sui fiori, sugli steli, causati da variazioni del DNA provocato dal virus. La fioritura può essere assente mentre gli steli possono presentarsi rinsecchiti o necrotici mentre la foglie si possono presentare ingiallite, raggrinzite, chiazzate, accartocciate o rigonfie.

Come si diffondono i Virus

I Virus che attaccano i vegetali si possono trovare nel terreno ma anche nelle piante stesse, nei semi soprattutto ma hanno bisogno di un vettore per diffondersi da una pianta all’altra e questi sono rappresentati dagli afidi che chiunque ha occasione di coltivare conosce oppure altri insetti che portano i virus da una pianta all’altra ma anche gli attrezzi possono rappresentare un efficace veicolo per i virus.

Come abbiamo detto, non esistono prodotti chimici o di altro genere in grado di combattere i virus, una volta che la pianta è contagiata non c’è modo di guarirla, è destinata a morire, per cui l’unico modo di agire è la prevenzione del contagio.  La Ricerca è orientata a combattere i virus con la stessa arma: altri virusbuoni” che siano in grado di combattere e neutralizzare quelli negativi ma siamo ancora lontano dall’ottenere un tale risultato.

Dal momento che i veicoli di diffusione sono soprattutto gli afidi che infestano gli orti, la lotta deve concentrarsi sull’eliminazione di questi ultimi, al fine di togliere ai virus i veicoli di diffusione ma occorre anche disinfettare gli attrezzi e puoi ottenere un buon risultato tenendo gli attrezzi a bagno, periodicamente, in una soluzione di acqua e acido cloridrico al 10%.

Per combattere gli afidi la prima azione è eliminare le erbe spontanee che crescono ai bordi dell’orto e che sono il naturale nascondiglio degli afidi ma occorre anche agire con soluzioni liquide con le quali irrorare le piante, composti studiati appositamente per uccidere gli afidi senza danneggiare le piante.

E’ anche utile ridurre i trattamenti con prodotti azotati. In alcune aree si sta tentando di eliminare gli afidi coprendo le verdure con teli di tessuto non tessuto, traspirante e che lascia passare la luce solare ma con trama sufficientemente fitta da bloccare gli afidi impedendo l’infezione di virus.