Come investire in azioni?

In quante occasioni si è sentito parlare di azioni, di compravendita di azioni e di piattaforme che permettono di portare a termine questo lavoro con il minor sforzo possibile? Molto spesso si parla di azioni, magari seguendo la logica di film o libri, ignorando il significato di questo termine: non è una colpa, dal momento che il mondo dell’investimento semplice non è e conoscerlo dipende da una serie di fattori, che dipendono tutti dalla volontà di impostarsi come trader. Per questo motivo, riassumendo e servendoci del supporto di www.tradingonline.me, vogliamo sottolinearvi l’importanza delle azioni e il modo per investirle nel migliore dei modi.

Che cosa sono le azioni

La prima cosa che c’è da sapere, se si vuole parlare di come investire azioni, è che cosa siano le azioni stesse, e soprattutto qual è la loro natura. Quando si parla di azioni si intende le quote del capitale di aziende. In altre parole, dato il valore di una determinata azienda, quindi il suo capitale, le azioni assumeranno un determinato valore.

In modo semplice, se un’azienda ha un andamento positivo, con i suoi indici che sono crescenti e con i suoi bilanci che anch’essi sono positivi, allora il valore delle azioni sarà maggiore. Diversamente, il valore delle azioni sarà minore nel momento in cui gli indici e gli andamenti di mercato saranno negativi. Le azioni sono, naturalmente, quotate in Borsa, cioè soggette ad una certa volatilità e ad un andamento di valore che tende ad essere mai fisso, ma subordinato alla domanda e all’offerta da parte degli investitori.

Come investire in azioni?

Data la premessa su quale sia la natura e che cosa siano le azioni, è necessario conoscere come si possa investire in azioni stesse, seguendo le tendenze di mercato o semplicemente avendo un supporto a disposizione che possa agevolare il proprio lavoro e il proprio modo di fare economia. Per quanto esistano delle piattaforme formative, dei canali di informazione e streaming, articoli, video-tutorial e tanto altro ancora, non si può prescindere da quel principio che porta ogni investitore a far riferimento ad un mercato preciso e a investire seguendo una certa tendenza.

Il canale più importante nell’ambito dell’investimento è sicuramente l’informazione: tramite la stessa, gli investitori riescono a capire quale sia il mercato di riferimento a cui affidarsi ed investire. L’informazione giornaliera permette di capire l’andamento di un’azienda, le logiche di mercato, la proposta di un’organizzazione e la risposta del mercato di riferimento, i risultati ottenuti da quell’azienda stessa e tanto altro ancora. Insomma, attraverso tutti questi parametri, l’investimento diviene dunque consequenziale.

Ma, nel pratico, come si può investire in azioni? Se in passato bisognava recarsi nel luogo fisico, la Borsa, per poter effettuare la compravendita di azioni, oggi non è più necessario. L’investimento in azioni può avvenire direttamente da casa propria, in maniera assolutamente semplice, tramite piattaforme di riferimento che permettono di investire: versando un deposito di base, grazie a queste piattaforme si potrà investire in qualsiasi modo, anche in azioni, ricevendo anche una formazione e consigli molto chiari da parte delle piattaforme stesse.

Quali sono i sintomi della celiachia?

Celiachia, sintomi della celiachia

La celiachia colpisce le persone in modo diverso. Ci sono più di 200 segni e sintomi della celiachia, ma una percentuale significativa di persone affette da celiachia non ha alcun sintomo, tuttavia, le persone senza sintomi sono ancora a rischio per alcune delle complicazioni della celiachia. I sintomi possono manifestarsi o meno nell’apparato digerente. Ad esempio, una persona può avere diarrea e dolore addominale, mentre un’altra persona soffre infertilità o anemia.

Sintomi della celiachia

Ecco quali sono, nel dettaglio, i sintomi e le manifestazioni più comuni della celiachia:

  • Gonfiore addominale ricorrente e dolore
  • Diarrea/costipazione cronica
  • Vomito
  • Disturbi del fegato e delle vie biliari (transamminite, fegato grasso, colangite sclerosante primaria, ecc.)
  • Perdita di peso
  • Anemia
  • Fatica
  • Pubertà ritardata
  • Dolore alle articolazioni
  • Intorpidimento delle gambe
  • Piaghe chiare all’interno della bocca
  • Eruzione cutanea chiamata dermatite erpetiforme
  • Decolorazione del dente o perdita di smalto
  • Infertilità inspiegabile, aborto spontaneo ricorrente
  • Osteopenia (lieve) o osteoporosi (problema di densità ossea più grave)
  • Neuropatia periferica
  • Disturbi psichiatrici come ansia e depressione

I bambini tendono ad avere i segni più classici della celiachia, compresi i problemi di crescita, come mancato sviluppo, diarrea/costipazione cronica, gonfiore e dolore addominale ricorrente, affaticamento e irritabilità. Negli adulti, invece, le manifestazioni sono differenti: essi tendono ad avere sintomi che non sono esclusivamente gastrointestinali; recenti ricerche hanno dimostrato che solo un terzo dei pazienti adulti con diagnosi di celiachia soffrono di diarrea, e anche la perdita di peso non è un segno comune. Il segno più comune della celiachia negli adulti è l’anemia da carenza di ferro che non risponde ad una terapia specifica.

Quando è importante effettuare il test per la celiachia

Per alcune fasce di età o condizioni specifiche è opportuno effettuare il test per la celiachia: è fondamentale, ad esempio, per i bambini di età superiore ai 3 anni e adulti, indipendentemente dai sintomi, se correlati ad un parente stretto celiaco, come un genitore, un fratello o un figlio. Una zia, uno zio, un nonno o un cugino celiaco possono aumentare il rischio di celiachia di un individuo, ma non molto più alto del rischio della popolazione media.

Nei bambini di età inferiore ai 3 anni che presentano sintomi, il test degli anticorpi può non essere sempre accurato. Tuttavia, i bambini piccoli con sintomi (in particolare mancata crescita o diarrea persistente) dovrebbero essere valutati da un gastroenterologo pediatrico. I bambini che mangiano frumento o cereali a base di orzo possono impiegare fino a un anno per generare una risposta autoimmune al glutine che si manifesta in un esame del sangue.

Chiunque abbia un disturbo autoimmune correlato, indipendentemente dai sintomi dei celiachia, dovrebbe essere sottoposto a test per la celiachia e, se negativo, il test dovrebbe essere ripetuto periodicamente. Queste condizioni includono diabete mellito insulino-dipendente, tiroidite di Hashimoto, malattia di Graves, malattia di Addison e sindromi genetiche come Down, Turner o Williams.

Chiunque abbia sperimentato aborto spontaneo persistente o infertilità dove non è stato possibile trovare una causa medica dovrebbe essere testato per la celiachia. Infine, ci sono molti altri sintomi che potrebbero indicare la presenza della celiachia, compresi i sintomi gastrointestinali persistenti, problemi di densità ossea, ipoplasia dello smalto dentale, affaticamento ed altri.

Medicina rigenerativa, ecco come funziona e quando si può usare

medicina rigenerativa

Nel corso degli ultimi tempi si parla sempre più di frequente di medicina rigenerativa: nello specifico, ad essere oggetto di questo tipo di trattamenti sono in modo particolare coloro che fanno sport e delle persone che, qualche anno prima, hanno dovuto fare i conti con l’asportazione, anche non completa, del menisco.

Lo sviluppo della medicina rigenerativa si deve in gran parte anche ai grandi passi in avanti fatti dalla tecnologia. Basti pensare, ad esempio, a quanto le app e i device mobili hanno modificato la nostra quotidianità. Stessa cosa è avvenuta nel mondo del gioco d’azzardo: gioca alla briscola nei casino online direttamente dal tuo smartphone o tablet e potrai notare come l’esperienza di gioco sia praticamente la stessa dei casino reali.

Medicina rigenerativa, utile non solo per gli sportivi

Gli sportivi sfruttano spesso e volentieri la medicina rigenerativa per via del fatto che sono stati colpiti da una degenerazione della cartilagine e, di conseguenza, devono fare i conti con un principio di artrosi. Invece, chi ha subito degli interventi al menisco diverso tempo fa, potrebbe dover sistemare qualcosa, visto che gli interventi di qualche decennio or sono non erano chiaramente così precisi come quelli attuali.

La medicina rigenerativa rappresenta una nuova frontiera per la cura di tutte queste problematiche. Si tratta di una disciplina che è in grado di favorire lo sviluppo di capacità che già esistono all’interno del corpo umano, ma che per svariati motivi non riescono a rendere quanto avrebbero dovuto. Quindi, lo scopo principale di questo tipo di medicina è quello di favorire la rigenerazione di cellule e tessuti che hanno subito dei danni nel corso degli anni.

Nel settore ortopedico, questo tipo di medicina è in grado di garantire la cura di numerose malattie di tipo articolare, che derivano da traumi, oppure da altre situazioni. Il vantaggio principale di puntare sulla medicina rigenerativa è senz’altro quello di evitare di dover intervenire, nuovamente in alcuni casi, con la chirurgia tradizionale, come ad esempio quella protesica.

Tempi di recupero più rapidi

Quindi, la medicina rigenerativa offre la possibilità, in modo particolare ad alcune categorie di pazienti come chi fa sport, di riprendere lo stato di forma pre-infortunio e gli stessi livelli di prestazioni con tempistiche particolarmente veloci. Infatti, l’intero processo e percorso che segue l’operazione chirurgica diventa molto più rapido, quasi come se fosse tutto in discesa.

Ci sono anche degli esempi di sportivi ad altissimo livello, che non hanno mai negato di sfruttare proprio la medicina rigenerativa per poter curare numerosi infortuni, così come effettuare un’adeguata prevenzione. Stiamo facendo riferimento, ad esempio, a campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e Rafael Nadal. Entrambi questi due vip del mondo dello sport, più di una volta hanno ammesso di sfruttare tantissimo le nuove tecnologie, come dimostra la “passione” per la crioterapia. Quest’ultima tecnica, in modo particolare, è in grado di garantire una netta diminuzione delle infiammazioni. La conseguenza principale è che le tempistiche di recupero diventano più corte e il tempo di cicatrizzazione si riduce.

Tecnologia 4K Ultra HD, ecco la novità per la salute di tanti pazienti

4K Ultra HD

Nel settore della chirurgia e, più in generale, nella medicina, l’evoluzione tecnologica continua a proseguire senza sosta. Un esempio perfetto è arrivato dall’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma, che d’ora in avanti potrà contare su un dispositivo altamente innovativo relativo alla laparoscopia, ovvero il Visera 4K Ultra HD.

Insomma, al giorno d’oggi la tecnologia diventa sempre più importante, anche in riferimento alla nostra salute. Stesso discorso anche in altri ambiti, un po’ meno importanti, ma più legati al divertimento, come quello del gioco d’azzardo. Tutte le caratteristiche dei casino online mettono in evidenza come il passaggio ai dispositivi mobili garantisca ormai un numero di vantaggi sempre più ampio. Puntare e piazzare delle scommesse tramite il proprio device mobile è diventato un vero e proprio gioco da ragazzi: anzi, sono tante le piattaforme che propongono sempre più spesso dei bonus specifici.

Tecnologia 4K Ultra HD, un’innovazione che non ha eguali in un ospedale romano 

Questa nuova tecnologia 4K Ultra HD si caratterizza per essere una sorta di dispositivo video che offre la possibilità di ottenere un gran numero di miglioramenti in ambito clinico. Al contempo, serve anche per incrementare il livello di sicurezza relativo ai pazienti.

La tecnologia Visera 4K UHD è utilissima per svolgere delle approfondite indagini laparoscopiche ed endoscopiche. Un sistema di nuovissima generazione che va ad utilizzare una visione in uno standard davvero elevatissimo, ovvero il Full 4K Ultra HD. Si tratta di una risoluzione altissima che permette di ottenere dei risultati ancora più precisi in fatto di videolaparoscopia.

Un gruppo di sistemi ottici

Visera 4K UHD, in pratica, non è altro che un agglomerato di sistemi ottici che consente ai medici di effettuare le operazioni chirurgiche a cielo coperto. In che modo? Semplicemente provvedendo all’inserimento di una piccola sonda, dotata di telecamera, nella zona che deve subire l’intervento chirurgico, mediante degli accessi chirurgici ridotti ai minimi livelli.

Un dispositivo che trova la sua naturale collocazione in specifici ambiti: si tratta della chirurgia oncologica e della cura chirurgica di malattie che colpiscono l’addome, come ad esempio le infiammazioni croniche che si ripercuotono sull’intestino, ovvero la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn. Può tornare molto utile anche per la chirurgia proctologica, per quella senologica e per la cura di patologie come il reflusso gastro-esofageo e l’ernia iatale.

Le operazioni in Full 4 HD

Quindi, il medico specialista che dovrà portare a termine l’intervento potrà visualizzare le immagini direttamente sul display da 55 pollici in Full 4 HD, con una resa nettamente più alta rispetto ai tradizionali schermi HD e Full HD. In questo modo, anche tutte quelle strutture di ridotte dimensioni possono essere riconosciute e individuate in modo nettamente più semplice. Infatti, sia i bordi che i dettagli si potranno vedere con maggiore nitidezza ed è chiaro come siano dettagli di fondamentale importanza, visto che evitare di tagliare qualche piccolo nervo, tessuto adiposo o vaso sanguigno può fare una grande differenza.

La Colazione dei bambini

Colazione dei bambini

La prima colazione segna l’inizio della giornata di chiunque. Non esiste una persona che non faccia colazione sebbene in maniera anche molto diversa. Questo momento della giornata non va sottovalutato perché dalla colazione che fai dipende il modo di affrontare i vari impegni. E i bambini, che colazione fanno?

L’importanza della prima colazione

In genere qualsiasi persona, bambini compresi, arrivano al mattino da molte ore di assenza di alimentazione. Vero che durante la notte il consumo calorico del corpo è ridotto al minimo ma in ogni caso per il funzionamento dell’organismo occorre energia, calorie.

Al mattino, quindi, il corpo ha bisogno di incamerare fonti di energia per fare fronte alle attività che si svolgono. Bere un caffè alza la pressione al momento, che al mattino tende ad essere ai minimi livelli e per questo avvertiamo una spinta, un benessere dopo averlo bevuto.

Tuttavia il caffè non fornisce nutrienti, è una bevanda povera da questo punto di vista ed il suo effetto svanisce in fretta. La mattinata è lunga, ancora diverse ore prima di arrivare a quello che si può definire alimentazione, quindi apporto di calorie, energia, sostanze necessarie all’organismo.

La prima colazione ideale dovrebbe apportare il 20% delle calorie e sostanze varie di tutta la giornata. Questo è importante per tutti ma ancora di più per i bambini che affrontano fatiche scolastiche intellettive e fisiche, si muovono, corrono, bruciano tanto.

Qual’è la Colazione dei Bambini

Una recente indagine è incoraggiante è positiva nei risultati evidenziati. Lo studio condotto su 500 mamme italiane con figli nel campo d’età tra 3 e 18 anni ha evidenziato che il 93% fa una colazione al mattino.

Di tutti questi, però, solo il 18% consuma un frutto. La stessa indagine ha rivelato che gli alimenti della colazione sono decisi nel 69% dei casi dalle stesse mamme, magari su desiderio e proposta dei figli.

Nell’85% dei casi il menù della colazione subisce variazioni, soprattutto in base alla stagione ma resta ancora eccessivamente al to l’apporto di dolci in questa occasione.

Il 75% di bambini e ragazzi scelgono i biscotti, a seguire con percentuali degradanti i cereali, muesli, riso soffiato, poi i dolci fatti in casa, le merendine, frutta, pane con spalmabili quali marmellata, creme al cioccolato, altre simili.

Cosa bevono bambini e ragazzi

Ovviamente i cibi della colazione si accompagnano a bevande di vario genere: in testa alla classifica il latte, da solo o con aggiunta di polveri al cacao o il classico caffè-latte, per i più grandi in particolare, essendo il caffè poco consigliato, o per niente, nei bambini. Variante frequente per i più grandi è il cappuccino che ovunque nel mondo ci invidiano.

Significativo anche il consumo di succhi di frutta o spremute confezionate o fresche. Questa indagine è positiva non solo perché dimostra la buona abitudine di larga parte di bambini e giovanissimi di fare colazione al mattino ma anche perché pone il nostro Paese in cima alla classifica rispetto lo stesso dato della maggior parte degli altri Paesi Europei.

Quale dovrebbe essere la Colazione ideale per i bambini

A rispondere a questa domanda sono noti nutrizionisti italiani secondo i quali l’ideale sarebbe un adeguato consumo di carboidrati rappresentati da cereali, meglio ancora se integrali e da zuccheri a lento rilascio in modo da realizzare la giusta “carica” per tutta la mattinata.

Il latte garantisce la giusta quantità di grassi e proteine ma anche di fosforo e calcio importanti per il corpo. Rispetto allo stato di fatto, occorrerebbe incrementare il consumo di frutta a colazione, sia da mangiare che in forma liquida, preferibilmente fresca.

La colazione, tuttavia, deve incontrare il gradimento dei bambini, per cui è possibile andare incontro ai gusti del bambino, sempre rispettando il principio che deve essere sana, ricca di frutta e apportare il corretto fabbisogno nutrizionale.

Come riconoscere il travaglio e cosa fare

riconoscere il travaglio

Quando arriva il momento in cui il bambino decide di venire alla luce la donna entra in un momento di ansia, soprattutto se è al primo figlio, quindi senza l’esperienza di un precedente travaglio e parto. E’ più che comprensibile e quando si presentano le contrazioni non si sa bene cosa fare.

Come accorgersi di entrare in travaglio

Come spesso sosteniamo, la Natura provvede un po’ a tutto. Una donna che deve partorire arriva a questo momento dopo tutta una fase di crescita del bambino e di preparazione e modificazioni del proprio corpo in funzione della messa al mondo del nuovo esserino.

Anche se ancora non ha avuto alcuna esperienza di parto, ciascuna donna percepisce quando arriva il momento, lo sente perché sa che arriveranno delle contrazioni e quando avverte queste, anche se non le ha mai sentite prima, sa che sono i primi avvertimenti che è arrivato il momento del parto.

Molte donne partecipano a corsi pre parto, quindi sono anche abbastanza edotte di ciò che accade, dei segni che indicano il parto imminente, delle caratteristiche delle contrazioni del travaglio, ciononostante spesso arrivano in Ospedale con contrazioni che non sono ancora quelle del travaglio e vengono così rinviate a casa dopo i controlli del caso.

Meglio rivolgersi all’ostetrica o al ginecologo quando ancora questo è prematuro piuttosto che troppo tardi ma sarebbe ancora meglio arrivare in ospedale al giusto momento, nè troppo presto nè tardi.

Sintomi significativi del parto imminente

Le contrazioni che indicano lo stato di travaglio sono forti e regolari e tendono a ridurre l’intervallo tra una contrazione e l’altra. Al momento del travaglio la donna si accorge di perdere un “tappo mucoso”, una secrezione piuttosto spessa che ha la funzione di sigillare l’utero fino al momento del parto.

Il bambino cresce nella pancia dentro il sacco amniotico che è pieno di liquido. nell’imminenza del parto questo sacco si rompe e il liquido amniotico contenuto si riversa all’esterno attraverso la vagina. Questo fatto è popolarmente conosciuto come “rompere le acque”.

Oltre a ciò e anche prima che questo accada si avverte un aumento del mal di schiena che si acuisce sempre di più ma si avverte anche una sensazione di dover andare in bagno.

Questo è dovuto alla pressione che la testa del bambino esercita sull’intestino della mamma. Molte donne avvertono un senso di pesantezza simile in qualche modo alla sensazione che si ha con il flusso mestruale.

Le contrazioni del falso travaglio

Ciò che spesso porta le donne in Ospedale anzitempo sono le contrazioni che si avvertono e che già sembrano abbastanza intense. Sebbene queste siano presenti, non hanno il carattere di regolarità di quelle del travaglio.

Le stesse donne sono tratte in inganno da queste contrazioni che possono ravvicinarsi e diradarsi, non sono regolari, mentre quelle del travaglio sono regolari e abbreviano sempre più la distanza di tempo tra una e l’altra, non si allontanano mai.

In realtà alcune contrazioni si possono presentare anche con notevole anticipo rispetto al tempo del parto ma solitamente sono più sporadiche e di non notevole entità come invece quelle del travaglio.

Quando andare in Ospedale

Quando è il momento di andare in Ospedale? Certamente è opportuno recarsi in ospedale nel momento in cui si rompono le acque ma per le donne alla prima gravidanza si consiglia di recarsi in ospedale quando le contrazioni diventano parecchio dolorose e regolari.

Per regolari si intendono contrazioni ogni 5 minuti o meno e con durata di circa 45/60 secondi. Sono le contrazioni giuste se camminando o facendo altre attività noti che non diminuiscono affatto.

Non c’è bisogno di correre in ospedale: tra la comparsa delle contrazioni regolari e il parto può passare anche parecchio tempo, non è il caso di rischiare per strada per un’urgenza che non c’è. Solo se l’Ospedale dista parecchio, è opportuno non perdere troppo tempo.

In genere i parti successivo al primo sono più rapidi mentre le primipare necessitano di più tempo ma in ogni caso di fronte ai segni di un parto imminente conviene recarsi in ospedale senza correre ma anche senza troppo tergiversare.